Come aiutare i propri figli ad aprirsi con i genitori? Come creare, fin dall’infanzia, alcuni momenti di confidenza fra genitori e figli? E soprattutto come farlo con i bambini che fanno più fatica ad esprimere i propri pensieri? Per molti bambini, come per altrettanti adulti, è molto facile parlare di episodi divertenti, di sport o dei regali di Natale, ma è enormemente più difficile raccontare episodi più imbarazzanti o più preoccupanti. Immaginiamo quanto può essere difficile raccontare di essere stato preso in giro o di avere una paura che altri potrebbero vedere come sciocca. Esistono alcune strategie che possono aiutare i genitori a creare il momento opportuno e ad usare le strategie migliori per permettere ad un bambino di dire ciò che pensa.

1. ASCOLTA SE VUOI COMUNICARE- Spesso i bambini vogliono solo essere ascoltati, senza essere bombardati dai consigli dei propri genitori. In questo modo il bambino impara a condividere le proprie emozioni senza la paura di essere frainteso o non capito, aumentando la possibilità che si rivolga di propria iniziativa all’adulto per condividere ciò che sente. È importante che un genitore mantenga per sé le proprie opinioni e che queste vengano condivise solo su richiesta. Se proprio il genitore vuole dare consigli, magari perché avverte la pericolosità della situazione, deve prima assicurarsi di aver capito a fondo come il bambino si sente, in quanto è solo con questa comprensione che i bambini sono propensi ad accettare ciò che i genitori dicono. Con questi piccoli accorgimenti il bambino sviluppa una forte fiducia nella relazione con i propri genitori ed è più propenso a condividere i propri pensieri.

Anche la nostra postura è importante: guardiamo il bambino negli occhi, sediamoci o inginocchiamoci in modo che i nostri sguardi siano alla stessa altezza. In questo modo il bambino non si sentirà intimidito.

Strategia n. 8: Anche la nostra postura è importante: guardiamo il bambino negli occhi, sediamoci o inginocchiamoci in modo che i nostri sguardi siano alla stessa altezza. In questo modo il bambino non si sentirà intimidito.

2. ACCETTARE SEMPRE LE EMOZIONI DEL BAMBINO, ANCHE QUANDO NON SI CONDIVIDONO- Accettare le emozioni del proprio bambino non significa necessariamente essere in accordo con esse: bisogna ricordare che i sentimenti e le emozioni non sono giusti o sbagliati, ma semplicemente un proprio modo di vivere le esperienze. E’ dunque meglio evitare frasi come «Non capisco perché sei triste, hai molto di cui essere grato!»  oppure «Non devi arrabbiarti per queste cose…», che farebbero credere al bambino che sia lui ad essere sbagliato in qualcosa.  Piuttosto è preferibile accettare l’emozione e fornire un punto di vista diverso. Ad esempio « Capisco che questa cosa ti ha fatto tanto arrabbiare. Prova a pensare anche che...»

3. ASCOLTARE IL SILENZIO- Ascoltare il silenzio è altrettanto importante quanto ascoltare ciò che il bambino ha da dire. Il silenzio è un modo che i bambini usano per comunicare, quindi risulta utile capire le motivazioni sottostanti ad esso: può essere un modo per punire i genitori perché è arrabbiato, una strategia per proteggersi perché ha paura che ciò che ha da dire possa essere frainteso, oppure un modo per vivere un’esperienza dolorosa. Quando i bambini si barricano dietro il muro del silenzio, spesso i genitori si sentono frustrati ma è importante capire che non sempre il silenzio è sintomo di qualcosa di grave, quindi bisogna semplicemente lasciarlo accadere: anche i bambini hanno bisogno di intimità e questo loro desiderio deve essere rispettato.

4. STABILIRE DEI “MOMENTI SPECIALI”- Ecco una delle strategie più importanti. Occorre trovare un momento, anche breve, in cui il genitore e il bambino sono soli. E’ importante che questi momenti non siano sporadici o occasionali, ma piuttosto regolari e costanti. Questi momenti potrebbero essere interrotti da piccoli imprevisti. Se il telefono squilla, bisogna ignorarlo: in questo modo il bambino capisce che la loro relazione ha un’alta priorità per il genitore. Queste occasioni potrebbero essere occupate facendo fare al bambino ciò che più gli piace, tranne che attività competitive poiché potrebbe sentirsi rifiutato se non ha successo. Alcuni esempi possono essere: “Il sabato pomeriggio breve giro in bici con il papà”, “Parlare 5 minuti con la mamma prima di addormentarsi” oppure “Parlare con il papà mentre giochiamo con i lego”.

comunicazioni genitori figli mentecomportamento5. CONDIVIDERE I PROPRI STATI D’ANIMO- Poiché quando si comunica si è in due, risulta importante anche la condivisione dei propri stati d’animo da parte dei genitori. In questo modo i bambini non fraintenderanno più alcuni comportamenti o atteggiamenti: se la mamma torna a casa arrabbiata per un qualcosa che è successo a lavoro, il bambino - non sapendolo – potrebbe pensare «La mamma è arrabbiata, avrò fatto qualcosa che non va!». Per evitare queste sofferenze ingiustificate nel bambino, la mamma potrebbe dirgli «Sono molto infastidita per la discussione avuta con il mio collega». Parlare delle proprie emozioni e specificarle permette al bambino di riconoscere le emozioni altrui, abilità che risulterà utile per qualsiasi tipo di relazione che in futuro andrà ad intrattenere.

 

 

6. SEPARARE IL COMPORTAMENTO DAL BAMBINO- È necessario ricordarsi di lodare o rimproverare il comportamento piuttosto che il bambino. «Ammiro come hai completato il progetto di scienze in tempo» è molto più gratificante e specifico che dire «Come sei bravo!». Quando si disapprova il comportamento del bambino, bisogna esporre le proprie note senza brutali attacchi che svalutino il bambino come persona. Quindi, invece di rimproverarlo con «Te l’avevo già detto! Sei un disastro!», è preferibile dire «Sbagli a non rispettare le regole». I commenti diretti ad un comportamento, positivi o negativi che siano, sono molto più specifici, accurati ed efficaci di quelli diretti alla persona, risultando meno svalutativi.

7. APPREZZARE I DIVERSI CARATTERI- Ogni bambino ha un carattere diverso e allo stesso tempo anche un diverso modo di esprimere le proprie emozioni. Alcuni bambini sono tranquilli, alcuni teatrali e altri ancora sono razionali, con una scarsa preoccupazione ed interesse per le sensazioni degli altri. Se i genitori non riescono ad apprezzare queste differenze individuali, a volte trasformano i bambini in qualcosa che non sono, con il risultato che i genitori si sentono frustrati e i bambini incompresi. Una volta che i genitori hanno capito qual è il modo d’essere e di esprimersi del proprio bambino, dovranno sviluppare un determinato approccio di comunicazione che meglio corrisponde alle esigenze del bambino. Solo in questo modo la comunicazione si semplifica e diviene più piacevole per entrambi.

 

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