L'orientamento psicologico di stampo Cognitivo-Comportamentale ha origini abbastanza recenti, ma presenta radici portanti solide ed antiche.

Esso si fonda sulla Teoria Cognitivista, secondo la quale alla base di un problema psicologico vi sono distorsioni ed errori di pensiero, i quali generano convinzioni errate e surreali, e con il tempo veri e propri "schemi mentali" che portano ad un circolo vizioso autoalimentato.

Altro asse portante e fondante è la Teoria Comportamentista, secondo la quale i disagi psichici sono connessi agli atteggiamenti della persona. A sua volta tali comportamenti, per apprendimento, sono condizionati e mantenuti da stimoli ambientali. L'approccio Cognitivo-Comportamentale rappresenta allora l'integrazione tra cognitivismo e comportamentismo, ed in sintesi cerca di esaminare, aiutare e ristabilire i processi cognitivi e i comporamenti disfunzionali e disadattivi alla base della psicopatologia.

Esso chiaramente non trascura l'ulteriore parte emotiva dell'individuo, agevolando infatti il riconoscimento, la rimodulazione ed il controllo delle proprie emozioni, divenute eccessivamente intense e/o durature.

Attualmente la Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale copre il campo del trattamento di tutti i problemi psicologici: ansia, fobie, ossessioni-compulsioni, depressione, problemi legati al comportamento alimentare (anoressia e bulimia), disfunzioni sessuali, disturbi di personalità, abuso di sostanze, problemi psicologici dell'eta' evolutiva.

Oltre alle applicazioni psicopatologiche, le tecniche cognitivo-comportamentali si dimostrano particolarmente efficaci e rapide per aiutare le persone a risolvere difficoltà di adattamento o crisi evolutive (difficoltà nelle relazioni sociali o nella scuola, ansia da esame, reazioni disadattive al lutto, difficoltà nella coppia o nella gestione dei figli, ecc.), anche attraverso modalità alternative al trattamento psicoterapico.

Punti di forza 

La Terapia Cognitivo Comportamentale è:

  • A breve termine. La durata della terapia varia di solito dai tre ai dodici mesi, a seconda del caso, con cadenza il più delle volte settimanale. Problemi psicologici più gravi, che richiedano un periodo di cura più prolungato, traggono comunque vantaggio dall´uso integrato della terapia cognitiva e degli psicofarmaci.
  • Concreta. Lo scopo della terapia si basa sulla risoluzione dei problemi psicologici concreti. Alcune tipiche finalità includono la riduzione dei sintomi depressivi, l´eliminazione degli attacchi di panico e della eventuale concomitante agorafobia, la riduzione o eliminazione dei rituali compulsivi o delle malsane abitudini alimentari, la promozione delle relazioni con gli altri, la diminuzione dell´isolamento sociale. Per esempio, per un bambino che presenti una forte ansia nell´andare a scuola, la terapia si pone l´obiettivo di fornire al bambino le strategie e le abilità che gli consentono di ridurre notevolmente il disagio provato.
  • Centrata sul "qui ed ora". Il ricordo del passato, è utile per capire come si siano strutturati gli attuali problemi del paziente, ma la presa di coscienza da sola non è sufficiente a liberarsi dal problema che spesso imprigiona la persona da tempo. La terapia cognitivo-comportamentale si preoccupa di attivare tutte le risorse del paziente stesso, di fornire strumenti per acquisire nuove modalità di reazione e di suggerire valide strategie che possano essere utilizzate nelle situazioni problematiche.
  • Orientata allo scopo.  Lo psicologo cognitivo-comportamentale, lavora insieme al bambino/ragazzo e ai suoi genitori per stabilire gli obiettivi della terapia, formulando una diagnosi e concordando un piano di trattamento che si adatti alle sue esigenze, durante i primissimi incontri. Si preoccupa poi di verificare periodicamente i progressi in modo da controllare se gli obiettivi sono stati raggiunti.
  • Ruolo attivo del paziente. La terapia cognitivo-comportamentale è infatti una psicoterapia breve basata sulla collaborazione tra paziente e terapeuta. Paziente e terapeuta lavorano insieme per capire e sviluppare strategie che possano indirizzare il paziente alla risoluzione dei propri problemi. Una volta definite ed individuate le strategie, il paziente lavora al di fuori della seduta terapeutica per mettere in pratica le strategie apprese in terapia, svolgendo dei compiti che gli verranno assegnati di volta in volta. Ogni paziente è attivamente coinvolto nell´identificazione delle specifiche modalità di pensiero che possono essere causa dei vari problemi.
  • Scientificamente fondata.  Il trattamento, le tecniche e le strategie utilizzate  derivano dalla teoria e sono selezionate fra quelle che negli studi scientifici hanno dimostrato una maggiore efficacia. I metodi mediante i quali vengono trattati i diversi problemi sono specificati in modo preciso, replicabili e valutati in modo oggettivo. Si fa ricorso sempre nuove strategie di ricerca che consentono di valutare gli effetti prodotti da specifiche tecniche terapeutiche su problemi particolari.