Sia gli animali che gli umani sono portati a riconoscere istintivamente le dinamiche sociali, come la dominanza e i rapporti di potere; questa nostra capacità risulta molto utile per capire sin dall’inizio con chi possiamo competere o con chi dobbiamo evitare lo scontro.

Ancora più sorprendente risulta scoprire che l’abilità di individuare le strutture gerarchiche all’interno dei rapporti sociali non viene trasmessa o insegnata dai membri più esperti ai più giovani del gruppo ma è presente in ognuno di noi sin dalla nascita.

Anche i bambini, quindi, sanno riconoscere da subito chi comanda e utilizzano questa conoscenza soprattutto mentre giocano: esistono compagni a cui rubano i giocattoli di mano e altri dai quali se li lasciano rubare oppure nel gioco della lotta scelgono compagni al proprio livello o meno forti, per essere certi di avere la meglio.

Seppur con finalità ludica, queste dinamiche rappresentano un primo approccio alle gerarchie sociali e se un bambino tende a essere dominatore probabilmente sarà un adulto più prepotente rispetto ad altri e viceversa i bambini più timidi diventeranno adulti accondiscendenti o talvolta passivi.

Tutta questa complicata rete di potere e dominanza può essere rappresentata in due diversi modi:

  • esistono dinamiche di potere lineari in cui un individuo domina e l’altro è dominato (“Marco domina su Luca”) ma esistono anche rapporti più complicati,
  • detti dinamiche circolari, in cui ogni individuo è sia dominato che dominatore (“Marco domina su Luca, Luca domina su Andrea e Andrea domina su Marco”).

chi comanda bambini gerarchia Se i rapporti di potere sono di tipo circolare e se sono tante le persone appartenenti al gruppo può risultare più difficile cogliere queste dinamiche e capire come comportarsi adeguatamente.

In uno studio del 2014 i due psicologi Olivier Mascaro e Gergely Csibra si sono proposti di analizzare questi meccanismi in bambini molto piccoli e hanno scelto un campione di partecipanti di 15 mesi. Per indagare gli effetti in bambini così piccoli, non ancora in grado di esprimersi correttamente, gli sperimentatori hanno utilizzato una tecnica molto diffusa negli studi con bambini: si tratta di proiettare due diverse immagini e registrare con sofisticati strumenti tecnologici quanto tempo i soggetti trascorrono a fissare ciascuna delle due immagini.

Attraverso l’analisi dei tempi di fissazione, Mascaro e Csibra hanno evidenziato che i bambini trovano più difficile comprendere relazioni di tipo circolare rispetto a quelle di tipo lineare, inoltre se i bambini si sono fatti delle aspettative sui rapporti che intercorrono tra due persone (ad esempio “Marco è più alto e muscoloso di Luca, Marco domina Luca”) per loro è più facile comprendere le effettive dinamiche sociali.

Questo studio dimostra che i bambini partecipano a dinamiche gerarchiche di potere sin dalla tenera età e che, soprattutto in caso di rapporti lineari, sono molto abili a cogliere quale individuo sia dominante e quale dominato. La consapevolezza di questa loro abilità si può tradurre in una maggiore attenzione ai contenuti che vengono loro mostrati e alle esperienze a cui li si sottopone perché non bisogna sottovalutare le capacità dei bambini di comprendere la situazione e anche l’effetto che questo avrà sulle loro relazioni future.

 

Bibliografia. Mascaro O., Csibra G. Human infants' learning of social structire: The case of dominance hierarchy. Psychological Science. 2014;26(1):250-255. 

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