Cos’è esattamente l’eiaculazione precoce?

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Si tratta della difficoltà persistente di un uomo di esercitare un controllo volontario sull’eiaculazione, da cui consegue il raggiungimento dell’orgasmo anche dopo un minimo di eccitazione sessuale o subito dopo l’inizio di un rapporto sessuale. In certi casi, l’eiaculazione può avvenire ancor prima della penetrazione. Com’è facilmente immaginabile, spesso seguono conseguenze negative come perdita di motivazione sessuale, difficoltà interpersonali, affievolimento della libido. Molto spesso può conseguire un abbassamento dell’autostima e insicurezza nella relazione sessuale che nuoce nella relazione di coppia.

 

 

L’eiaculazione precoce, è uguale in tutti gli uomini?

No. Possono essere distinte diverse tipologie di eiaculazione precoce in funzione del momento di vita in cui il disturbo esordisce, al contesto in cui si manifesta ed al grado di precocità eiaculatoria:

  • eiaculazione precoce primaria: si manifesta generalmente durante i primi rapporti sessuali, in giovani uomini alle prime esperienze sessuali, che dunque non hanno ancora una completa padronanza del proprio corpo. In circa il 70% dei casi il disturbo tende a risolversi da solo con l’aumento dei rapporti sessuali; si tratta insomma di una normale e fisiologica precocità eiaculatoria.
  • eiaculazione precoce secondaria: come suggerisce il termine stesso, si tratta di un disturbo che insorge in un particolare momento dell vita di un uomo, che fino a quel momento ha avuto normale e soddisfacente attività sessuale.
  • eiaculazione situazionale: è strettamente legata ad un/una specifico/a partner e dunque strettamente legata a fattori di ordine relazionale affettivo;
  • eiaculazione precoce generalizzata: si manifesta ogni qual volta si abbia un rapporto sessuale.
  • eiaculazione precoce lieve: l’atto eiaculatorio avviene entro 10 movimenti coitali (spinte pelviche) o entro due minuti dalla penetrazione;
  • eiaculazione precoce media: si manifesta entro 8 movimenti coitali o entro 30 secondi dalla penetrazione;
  • eiaculazione precoce grave: l’eiaculazione avviene prima della penetrazione o dopo tre spinte o, ancora, entro 15 secondi dalla penetrazione.

 

 

Quali sono le cause dell’eiaculazione precoce?

In alcuni casi, alla base del problema è rintracciabile una patologia organica. Ecco le più frequenti:

Cause organiche:

  1. Ipersensibilità o ipereccitabilità del glande;
  2. Riduzione della concentrazione cerebrale di serotonina, neurotrasmettitore che ha la funzione di inibire il riflesso eiaculatorio;
  3. Infezioni urologiche: infiammazione prostatica, adenoma prostatico, vesciculiti, uretriti;
  4. Patologie infiammatorie croniche del prepuzio o del frenulo;
  5. Neuropatie: sclerosi multipla, tumori del midollo, spina bifida;
  6. Patologie endocrine: ipertiroidismo, diabete mellito

Tuttavia, il disturbo può manifestarsi anche in assenza di tali fattori: molto spesso infatti, la precocità eiaculatoria nasce proprio nella psiche, e ciò può essere causa primaria o aggravante gli effetti delle eventuali cause organiche presenti. Tra i fattori di ordine psicologico l'ansia da prestazione gioca un ruolo fondamentale; anche momenti di particolare stress possono provocare disturbi Vediamo quali.

 

Cause psicologiche:

possiamo individuare tre ordini di fattori, raggruppabili in:

Fattori predisponenti: comprendono le prime esperienze che hanno reso la persona vulnerabile al successivo sviluppo di difficoltà sessuali. Tra questi si possono annoverare essenzialmente:

  • un’educazione repressiva, ovvero un atteggiamento negativo da parte della famiglia nei confronti della sessualità: si può ad esempio evitare di parlare di sesso come fosse un tabù, provocando l’idea che il sesso sia qualcosa di sbagliato o di cui vergognarsi. All’estremo opposto, può esservi un atteggiamento eccessivamente aperto nei confronti della sessualità, che viene però connotata negativamente, dando l’idea ad esempio che sia un’incombenza a cui adempiere per compiacere il partner e garantire la serenità del rapporto di coppia;
  • un’inadeguata informazione sessuale: la presenza di aspettative irrealistiche può provocare una forte ansia quando ci si accorga di non riuscire ad adeguarsi a certi standard ritenuti desiderabili. Prendere come riferimento per esempio le performance sessuali osservate nei film porno; l’idea che tutti i contatti fisici tra partner debbano portare a un rapporto sessuale completo; che se un uomo perde l’erezione vuol dire che non trova attraente la/il partner o sia poco virile; che un vero uomo debba sempre avere voglia di fare sesso sono solo alcune tra queste aspettative;
  • Insicurezza precoce sul ruolo psicosessuale: ovvero nell’atteggiamento della persona rispetto al proprio corpo, in particolare ai genitali ed ai suoi pensieri e impulsi sessuali. Ciò influisce sulla presenza di agio o disagio nei confronti della  sessualità, potendo in certi casi contribuire allo sviluppo di difficoltà sessuali.
  1. Eventi precipitanti: spesso il problema si manifesta in seguito a particolari esperienze vissute come soggettivamente negative.
  • Aver sperimentato la normale eiaculazione precoce durante i primi rapporti sessuali può diventare motivo di forte ansia durante i successivi, generando un circolo vizioso in cui non si riesce ad avere un controllo eiaculatorio proprio perché, paradossalmente, ci si concentra eccessivamente sulla propria performance sessuale. Si pensi ad esempio come un comportamento naturale, quale lo scendere le scale, diventi molto più complicato se ci si concentri eccessivamente sull’evitare di inciampare. Si diventerà più goffi e la possibilità di cadere sarà più elevata!
  • Le disfunzioni sessuali nel partner, come un calo di desiderio, o difficoltà nel raggiungimento dell’orgasmo, possono portare all’erronea convinzione di essere poco attraenti o sessualmente poco prestanti, con conseguente probabile sviluppo di ansia da prestazione che può provocare precocità eiaculatoria.
  •  Invecchiamento: le malattie comunemente associate all’invecchiamento possono ostacolare la funzione sessuale; tra queste annoveriamo malattie cardiovascolari, morbo di Parkinson, tumori. La presenza di depressione senile o ansia può richiedere l’assunzione di farmaci che possono avere tra gli effetti collaterali disfunzioni sessuali.
  1. Fattori di mantenimento: sono ciò che contribuisce al permanere del disturbo.
  • Ansia: è il fattore di mantenimento più diffuso. L’ansia è una risposta di allarme fisiologica, che interessa anche l’attivazione vegetativa con sintomi quali tachicardia, sudorazione, secchezza faucale ecc. Le sue caratteristiche cognitive, ma anche fisiologiche, la rendono incompatibile con il desiderio e la risposta sessuale, che richiedono invece uno stato iniziale di rilassamento.
  • Ansia da prestazione: si tratta di una specifica forma d’ansia, collegata al timore specifico di avere un fallimento in un campo soggettivamente importante. Nell’ambito delle disfunzioni sessuali, è legata all’idea di dovere dimostrare un’adeguata performance sessuale (i cui parametri sono spesso soggettivi ed irrealistici), legata ad un eccessivo bisogno di soddisfare il partner, con scarsa attenzione per il proprio piacere e soddisfazione sessuale.
  • Anticipazione dell’insuccesso: è una conseguenza dell’ansia da prestazione. Dopo qualche esperienza di eiaculazione precoce, è frequente che ci si cominci ad aspettare un insuccesso da tutte le successive esperienze sessuali. Ciò può provocare un incremento dell’ansia cui conseguono gli effetti descritti nel primo punto.

 

Quali ricadute può avere l’eiaculazione precoce sulla mia vita?

Proviamo brevemente a riassumere le più diffuse conseguenze negative dell’eiaculazione precoce:  

  • Sulla coppia: nonostante spesso la stessa disfunzione sessuale sia secondaria a difficoltà nel rapporto di coppia, frequentemente si instaura un circolo vizioso in cui il disturbo va ad aumentare tali difficoltà provocando insoddisfazione sessuale. Molto spesso coppie con tale problematica smettono di parlare di argomenti inerenti il sesso, come desideri ed aspettative, e ciò può influire negativamente sulla comunicazione all’interno della coppia.
  • Sull’individuo: oltre ad abbassamento dell’autostima e alla presenza di ansia (generalmente relativa ai rapporti sessuali, ma che in certi casi può generalizzarsi ad altri ambiti), in uomini single la presenza di eiaculazione precoce può ostacolare la ricerca di partner e dunque la possibilità di stabilire relazioni amorose, a causa della presenza di sentimenti di inadeguatezza, e per il timore della reazione del partner alla scoperta del problema.
  • Sull’affettività: chiaramente non si può generalizzare, ma nella maggior parte degli uomini con eiaculazione precoce si sviluppano bassa autostima e abbattimento, potendo giungere a sviluppare depressione ed ansia. È importante in questo caso distinguere se il problema sessuale sia causa o conseguenza di eventuali problemi emotivi: è possibile ad esempio che in presenza di depressione, caratterizzata dalla diminuzione del desiderio sessuale, un uomo che si senta costretto ad avere un rapporto per non scontentare il partner o la partner, possa manifestare precocità eiaculatoria; viceversa, un uomo che non soffra di depressione può svilupparla reattivamente all’esordio del disturbo sessuale a causa dell’abbassamento di autostima e dunque alla perdita di una buona immagine di sé. Operare una corretta diagnosi è indispensabile per individuare quale problema sia primario al fine di pianificare il trattamento piu’ adatto ad ogni specifica situazione e dunque per garantire l’efficacia dell’intervento terapeutico.

 

Cosa fare?

Fortunatamente, l’eiaculazione precoce è oggi un problema facilmente risolvibile nella stragrande maggioranza dei casi. La prima cosa da fare è rivolgersi andrologo, per valutare la presenza di patologie organiche ed eventualmente intraprendere un’adeguata terapia farmacologica o chirurgica. Se l’origine del disturbo è psicogena, come nella maggior parte dei casi, è indispensabile rivolgersi ad uno psicoterapeuta ed intraprendere un trattamento mirato.

 

Terapia cognitivo-comportamentale

La psicoterapia cognitivo comportamentale dell’eiaculazione precoce consta di momenti pratici in cui si effettua una valutazione finalizzata all’esame e ristrutturazione delle idee disfunzionali legate al Sé in relazione al disturbo (ad esempio non essere virile; essere un fallito; un incompetente ecc…), e all’acquisizione di strategie di gestione e riduzione dell’ansia. La fase pratica della terapia prevede inoltre l’assegnazione al paziente di  esercizi volti ad aumentare la consapevolezza delle proprie reazioni fisiologiche (ad esempio tramite l’apprendimento dell’identificazione del punto di ineluttabilità eiaculatoria, o “punto di non ritorno”) e di controllo del riflesso eiaculatorio, che possono essere eseguiti sia con l’aiuto del partner, che da soli (tra questi, la tecnica dello “start and stop”, o quella dello “schiacciamento”).

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