Quando si sente parlare di demenza si è soliti pensare a tutte quelle condizioni patologiche in cui si presenta perdita di memoria o, più in generale, deterioramento delle funzioni cognitive. Aspetto meno noto è che durante il decorso della malattia, oltre al progressivo deterioramento dei processi cognitivi, una percentuale di persone superiore al 90% manifesta la comparsa di sintomi psichici e comportamentali (Ricci et al., 2009).

La demenza interessa attualmente il 6,4% circa della popolazione ultra 65enne e si stima che, con l’aumento dell’aspettativa di vita, questo numero sia destinato a salire.

Le cure farmacologiche attualmente disponibili non sono in grado di bloccare i processi degenerativi, risulta pertanto necessario l’impiego di una serie di strategie terapeutiche e assistenziali utili a ridurre la sofferenza psichica della persona e della famiglia.

Cosa sono i disturbi psicologici e comportamentali

Vengono definiti come un gruppo eterogeneo di sintomi costituiti da alterazione della percezione, del contenuto del pensiero, dell’umore e del comportamento (IPA Consensus Conference, 1996).

Essendo i disturbi del comportamento molto variabili nel decorso della malattia i ricercatori Finkel e Burns (Ricci et al., 2009) propongono un raggruppamento in cluster sintomatologici come segue: sintomi affettivi (depressione, ansia, irritabilità e labilità emotiva), disturbi della condotta (sonno, alimentazione, sessualità), alterazione di comportamenti specifici (vagabondaggio, aggressività, perseverazioni, apatia, disinibizione, etc). Tale suddivisione risulta utile da un punto di vista operativo in quanto permettono di definire meglio il bersaglio delle strategie terapeutiche da impiegare.

I disturbi comportamentali hanno ripercussioni importanti per la qualità di vita del paziente e di chi lo assiste. La letteratura scientifica evidenzia che tali problematiche sono correlate ad un aumento di stress per il paziente, ad un elevato danno funzionale, ad un peggioramento più rapido delle funzioni cognitive, ad un maggior rischio di istituzionalizzazione e ad un maggior carico assistenziale per il caregiver (Ricci et al., 2009).

Quando si presentano

Le problematiche descritte si presentano generalmente durante la fase iniziale e centrale del percorso di malattia e tendono a regredire nelle fasi più avanzate. Solitamente i sintomi che compaiono più precocemente sono legati alla sfera affettiva (ansia, depressione), mentre negli stadi più avanzati della malattia diventano più frequenti i disturbi del comportamento e del pensiero (agitazione, delirio).

Come farsi aiutare

Interventi psicologici

È di primaria importanza fornire alla persona con demenza una serie di strategie terapeutiche, complementari ai tradizionali trattamenti farmacologici, utili a ridurre l'ansia e la sofferenza psichica che il decorso di malattia genera nel paziente e in chi l’assiste.

Gli interventi maggiormente utilizzati hanno un approccio orientato alle funzioni cognitive (stimolazione/training cognitivo e la ROT) e psicologiche (reminiscenza, life review, validation e interventi di carattere psicoterapeutico).

Indispensabili sono anche gli interventi psicologici ed informativi a sostegno dei caregivers che possono migliorare sia la qualità di vita del famigliare che del paziente stesso.

Associazioni di pazienti

Rappresentano una realtà presente sul territorio e costituiscono un supporto concreto per pazienti e familiari dal punto di vista informativo e psicosociale. Offrono, inoltre, uno spazio ‘protetto’ di confronto e condivisione dei vissuti e delle strategie per affrontare la malattia.

Referenza

G.Ricci, P. Cosso, A. Leonetti, P. Pagliari, A.B. Ianes.Behavioural and psychological symptoms of dementia: study of a sample of elderly living in a nursing home G. Ricci, P. Cosso, A. Leonetti, P. Pagliari, A.B. Ianes. G Gerontol 2009;57:70-77.