L’ipocondria può essere definita come la preoccupazione legata alla paura, oppure alla convinzione, di soffrire dicybercondria psicologo cognitivo comportamentale una grave malattia nonostante le valutazioni mediche non trovino alcuna causa patologica organica. L’ipocondria deriva da un’interpretazione non realistica o errata di sintomi fisici o di sensazioni, che portano la persona a essere terrorizzata e ossessionata dal fatto di poter aver contratto una malattia (tumori, HIV, malattie cardiache, ecc). Spesso chi soffre di questo problema ritiene che i propri sintomi non ricevano cure appropriate e attenzione sufficiente, causando progressivamente nel tempo un deterioramento delle relazioni sociali e del rapporto medico-paziente, con conseguenti sensazioni di risentimento e frustrazione.

 

L’evoluzione moderna dell’ipocondria: la Cybercondria

In seguito ai cambiamenti generazionali, al progresso tecnico-scientifico e alle scoperte della medicina, anche il disturbo ha assunto diverse sfaccettature. Oggi la cybercondria rappresenta l’evoluzione moderna dell’ipocondria e consiste nella paura e nell’allarmismo per patologie lette sul web. Questo problema colpisce frequentemente le persone che, piuttosto di affidarsi ad uno specialista, tentano di fare autodiagnosi e cercano di alleviare il proprio livello di preoccupazione leggendo informazioni su siti internet. Questo meccanismo, tuttavia, rischia di diventare molto pericoloso, instaurando un circolo vizioso che alimenta lo stato di ansia e di paura del soggetto. Più la persona s’informa guardando video, fotografie e articoli, e più è facile che mal interpreti i propri sintomi, confermando la credenza di poter avere una grave malattia. Il soggetto entra quindi in una sorta di spirale senza iniziare mai a curarsi poiché il suo obiettivo è un’affannosa ricerca di una diagnosi e di terapie mediche risolutive purtroppo inesistenti.