L’obesità infantile è un problema sempre più comune nella nostra società. L’obesità è chiaramente il risultato di un alimentazione eccessiva o non equilibrata. La soluzione più ovvia sembrerebbe quella di far seguire al bambino una dieta equilibrata, magari accompagnata da un’attività fisica. In realtà, l’obesità non è un problema prettamente alimentare, ma sottende importanti difficoltà dal punto di vista psicologico.

Rimke C. Vos, una giovane psicologa olandese, in uno studio del 2011 ha dimostrato come la semplice dieta sia poco o per nulla efficace nell’obesità infantile, mentre la psicoterapia cognitivo comportamentale), andando ad intervenire sugli aspetti psicologici, si sia rivelata di gran lunga più efficace.

obesità infantile Lo studio ha coinvolto un gruppo di bambini con problemi di obesità, tutti con un livello di obesità simile, calcolato tramite l’indice di massa corporea (BMI). Successivamente i bambini sono stati divisi in due gruppi: il primo gruppo è stato sottoposto ad una psicoterapia cognitivo comportamentale; mentre al secondo gruppo sono state fornite delle indicazioni circa l’alimentazione equilibrata e l’attività sportiva consigliata da svolgere. Anche i genitori dei bambini sono stati coinvolti nell’esperimento ed è stato chiesto a loro e ai loro figli di compilare un questionario per valutare il livello di qualità della vita (Health Related Quality of Life, HRQOL). Il trattamento è durato tre mesi e dopo un anno dall’esperimento entrambi i gruppi di bambini sono stati ricontattati per compilare nuovamente il questionario e verificare i risultati dei due tipi di interventi.

Quali conclusioni ha riportato lo studio?

Innanzitutto non solo i bambini ma anche i loro genitori avevano una qualità della vita molto più bassa rispetto a quelli dei bambini e dei genitori di figli normopeso. I due gruppi di bambini non mostravano grandi differenze immediatamente dopo aver partecipato ai due diversi interventi ma le differenze sono emerse un anno dopo. I bambini che avevano partecipato alla psicoterapia avevano una qualità di vita più elevata, una maggiore autostima ed una migliore percezione delle proprie abilità fisiche, ma soprattutto erano riusciti a perdere molto peso, abbassando notevolmente l’indice di massa corporea. Il secondo gruppo, che aveva ricevuto solo indicazioni su una dieta equilibrata ed una corretta attività fisica, non aveva ottenuto simili progressi, rimanendo sostanzialmente nella condizione in cui era più di un anno prima. Dopo 12 mesi anche i genitori dei bambini che avevano partecipato alla psicoterapia riportavano un grande miglioramento nel livello di qualità della vita, indicando come l’obesità sia un problema che non riguarda un solo il singolo bambino ma ricade anche sulla famiglia. Ovviamente, quando i figli stanno meglio migliorano anche i genitori.

Questo studio è solo uno dei tanti che vengono realizzati per cercare di capire come affrontare e superare il problema dell’obesità infantile ma ci è utile per capire che l’obesità può rappresentare un vero fardello per il bambino e per la sua famiglia perché intacca la percezione del proprio corpo, l’autostima e le relazioni con gli altri tanto da rendere la vita più difficile e meno piacevole. In ultimo, l’obesità non è un problema che si risolve spontaneamente e che non voler affrontare la situazione o rimandare ogni intervento porterà difficilmente a qualche tipo di risultato.

 

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