Galileo Galilei, Isaac Newton, Albert Einstein, Stephen Hawking. Cosa hanno in comune questi individui? Sono tutti personaggi famosissimi che hanno rivoluzionato la storia e la scienza e soprattutto, sono tutti uomini!

bambini maschi femmine scienzaÈ molto diffusa l’idea che i maschi siano più predisposti per le materie scientifiche rispetto alle femmine, ma da cosa nasce questa opinione? E si tratta solo di un parere o di un dato di fatto? In realtà già negli anni ’90 un gruppo di psicologi aveva scoperto che le maestre si approcciano in modo diverso ai bambini e alle bambine riguardo le spiegazioni e domande scientifiche e che questa differenza nel trattamento era una delle cause del perché i maschi fossero più bravi delle loro compagne nei compiti di matematica e di scienze. (American Association of University Women, 1995; Jones & Wheatley, 1990; Kelly, 1988). Allora ci siamo chiesti: anche i genitori si comportano con i loro bambini come se i maschi fossero più bravi nelle materie scientifiche rispetto alle femmine?

In uno studio del 2001 e condotto da un team di psicologi provenienti dalle Università di Pittsburgh e della California è stato scoperto che i genitori (soprattutto i papà) sono molto più propensi a fornire spiegazioni a domande scientifiche ai figli maschi piuttosto che alle femmine. Gli sperimentatori hanno escogitato un ingegnoso stratagemma per studiare le interazioni fra genitori e figli senza che questi si accorgessero di essere osservati. L’esperimento si è svolto in un museo interattivo per bambini in California, con un gruppo di età compresa fra i 3 e gli 8 anni. I bambini potevano giocare e sperimentare direttamente con il materiale esposto nel museo, riguardante argomenti di fisica, biologia, ingegneria, geografia e psicologia.

L’analisi dei filmati ha dimostrato che in realtà non esistono differenze tra i bambini e le bambine circa l’uso e l’interesse per il materiale interattivo della mostra: il 99% dei bambini, sia maschi che femmine, ha partecipato volentieri alle attività proposte. Il tempo trascorso in ogni attività era pressoché identico nei maschi e nelle femmine. La differenza principale è stata invece riscontrata nel comportamento dei genitori: ogni tre interazioni che i genitori avevano con un figlio maschio era presente una spiegazione del fenomeno scientifico proposto nell’esposizione. Diversamente, quando interagivano con le femmine le spiegazioni venivano fornite solo una volta ogni dieci. Questa differenza non si è verificata quando le interazioni riguardavano altri argomenti come ad esempio su come utilizzare gli oggetti esposti. Questa sorta di pregiudizio si è verificato a prescindere dal fatto che nell’interazione fosse coinvolta la mamma, il papà o entrambi i genitori.

I ricercatori hanno ipotizzato che la forza dello stereotipo secondo cui i maschi sono più abili nell’ambito scientifico fosse talmente potente da indurre la maggior parte dei genitori a dedicare più tempo alle spiegazioni date ai maschi. Questo tipo di atteggiamento, con il passare degli anni, permette ai maschi di comprendere meglio i concetti scientifici, mentre le bambine, avendo avuto meno spiegazioni, riescono a comprendere meno questi concetti.

bambini maschi femmine scienzaMolto probabilmente queste spiegazioni non solo forniscono più conoscenze in ambito scientifico ma sono fondamentali per sviluppare, crescendo, un ragionamento di tipo scientifico. Forse Marie Curie e Margherita Hack, oltre ad un’ottima intelligenza, hanno avuto dei genitori che le hanno ritenute capaci di comprendere concetti scientifici… Ed avevano ragione!

 

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