Quante volte, nella nostra vita, abbiamo sentito un bambino nominare oggetti diversi nello stesso modo, solo perché simili tra loro?

Quando i bambini imparano il nome di un nuovo oggetto tendono a estenderlo ad altri manufatti che condividono la stessa forma, un normale errore chiamato “shape bias”.

sviluppo del linguaggio shape biasPer spiegare ciò sono state avanzate due ipotesi: la prima sostiene che i bambini piccoli si focalizzano solo sulla forma e non sulla funzione; secondo l’altra ipotesi i bambini piccoli pensano che oggetti di forma simile abbiano la stessa funzione.

Per testare questa seconda ipotesi, in uno studio venivano presentati a bambini di 3 anni triplette di oggetti: un primo oggetto-target a cui veniva data un’etichetta, un secondo della stessa forma (che serviva da contenitore dell’oggetto-target) e un terzo dello stesso materiale. Successivamente, veniva mostrato che il secondo oggetto, anche se aveva la stessa forma dell’oggetto-target, serviva da contenitore.

In questo caso pochi bambini tendevano ad estendere l’etichetta dell’oggetto-target al contenitore. Mostrare il perché due oggetti condividono la stessa forma fa diminuire la tendenza a generalizzare il nome sulla base della loro similarità percettiva.

In un secondo studio vennero mostrati a bambini con la stessa età tre tipi di stimoli: l’oggetto-target,sviluppo del linguaggio shape bias un oggetto con la stessa funzione e un terzo oggetto con la stessa forma (ma diversa funzione). Solo nel caso in cui lo sperimentatore dimostrava ai bambini la funzione sia dell’oggetto- target, sia dell’oggetto con la stessa funzione si ebbe un significativo decremento dello shape bias. Lo stesso effetto non si notò descrivendo solamente la funzione del target.

Riassumendo, i bambini tendono a chiamare con lo stesso nome oggetti di forma simile. Nel caso in cui conoscano la funzione di entrambi gli oggetti, non cadono nell’errore detto “shape bias”.

Questi studi dimostrano quanto i bambini si basino sulle loro intuizioni riguardanti le funzioni degli oggetti, in mancanza di spiegazioni reali. Spiegazioni più accurate da parte degli adulti circa il funzionamento effettivo degli oggetti li aiuta a costruire più accuratamente le loro categorie mentali.

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Bibliografia

Children’s reliance on creator’s intent in extending names for artifacts. Psychological Science, 2003, 164-168