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A CHI SI RIVOLGE IL CORSO?

  • a chi vuole aumentare il benessere e la qualità della propria vita attraverso riduzione e miglior gestione di stress, ansia, emozioni e dolore fisico;
  • a chi vuole affrontare la vita con maggiore apertura, equilibrio, armonia e compassione.

La Mindfulness non è semplicemente una pratica di rilassamento, ma una tecnica utile per “risvegliarsi”, per prestare attenzione a se stessi e al mondo in un modo particolareintenzionalmente, nel momento presente e in modo non giudicante.

Uno degli elementi chiave della Mindfulness è l’accoglienza non giudicante di quello che c’è nel presente, sia si tratti di disagio, sofferenza o dispiacere, sia si tratti di elementi che troviamo piacevoli o appassionanti. Questo potente strumento di consapevolezza e accoglienza dell’esperienza può essere messo a frutto per la propria crescita personale a livello emotivo, cognitivo e spirituale.

OBIETTIVI DEL CORSO: Le tecniche per lo sviluppo della consapevolezza Mindfulness vengono apprese tramite un percorso esperienziale (teorico e pratico) che integra contributi derivanti da studi d’avanguardia sulla relazione mente-corpo, da modelli di sviluppo della consapevolezza e pratiche tradizionali di meditazione e di cognizione corporea. La pratica di queste tecniche permette una “rieducazione” del processo attentivo e percettivo, permettendo lo sviluppo di uno stato di presenza che favorisce una relazione più intima e profonda con le nostre esperienze, con particolare attenzione a quelle dolorose e/o stressanti che condizionano la nostra vita.

CALENDARIO E SEDE: Gli incontri si terranno presso il Centro Lyceum di Brescia situato in Piazza Mons. Almici n.23 (www.centrolyceum.it), dalle ore 20.00 alle ore 21.30, nelle date:

mindfulness brescia– Lunedì 7 novembre 2016
– Lunedì 14 novembre 2016
– Lunedì 21 novembre 2016
– Lunedì 28 novembre 2016

 

 

 

 

PER ISCRIZIONI E MAGGIORI INFORMAZIONI: Scrivere a fabio.bellomi@gmail.com – oppure chiamare il 3298894373. Termine iscrizioni: 30/10/2016 o esaurimento posti. Il costo del percorso di Mindfulness è di 150 € per i 4 incontri.

DOCENTE: Dott. Bellomi Fabio – Psicologo, Neuropsicologo e Ricercatore degli Spedali Civili di Brescia, Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale, Professore a contratto presso il Master di Neuropsicologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia e Milano.



La dislessia è un disturbo dell’apprendimento che si manifesta come una difficoltà nel leggere in modo corretto e fluente, che non ha nulla a che vedere con deficit di tipo intellettivo o con una insufficiente istruzione.

Gli errori nella lettura consistono spesso nella confusione tra lettere che hanno lo stesso suono (esempio “d”-“t” o “g”-“c”); oppure tra lettere che sono graficamente simili, le quali vengono capovolte (la “n” diventa una “u” o la “p” diventa una “d”), lette specularmente (la “p” diventa una “q” o la “b” in una “d”) o si ha l’omissione di una loro parte grafica (esempio “m”-“n” oppure “v”-“w”). Altro errore tipico consiste nell’invertire le lettere che costituiscono la parola stessa, per cui se sul testo c’è scritto “capra” la si può leggere come “carpa”. Il testo scritto, agli occhi dei dislessici, sembra animato e caratterizzato di una vita propria: per questo motivo la lettura risulta molto lenta e spesso si incorre anche nel rischio di non comprendere ciò che si sta leggendo in quanto si spendono tutte le proprie energie nel leggere correttamente e senza alcun errore, soprattutto quando lo si deve fare in presenza di altre persone e ad alta voce.

 

Spesso le persone con dislessia si sentono "inferiori" agli altri.
Spesso le persone con dislessia si sentono “inferiori” agli altri.

Per tutti questi motivi, i dislessici incontrano serie difficoltà nei compiti scolastici, in quanto hanno bisogno di più tempo non solo per studiare e svolgere i compiti a casa, ma anche per trascrivere un dettato o per copiare un testo dalla lavagna. Gli studenti dislessici tendono quindi a sentirsi incapaci e a sviluppare un atteggiamento sempre più negativo non solo nei confronti della scuola, ma successivamente anche per l’ambiente lavorativo. In realtà, essere dislessici non implica assolutamente il doversi precludere qualsiasi attività di tipo intellettuale.
Il primo passo è quello di riconoscere che tutte queste problematiche sono dovute appunto alla dislessia e non ad altri fattori, in quanto solo tramite la corretta diagnosi è possibile per l’individuo capire la natura delle sue difficoltà e quindi adoperare determinate tecniche che possano rendergli la lettura più facile.

 

Tra i vari interventi atti ad arginare i problemi di lettura, il più “classico” consiste nel seguire delle sedute dal logopedista o dallo psicologo specializzato in disturbi dell’apprendimento. Tuttavia, grazie all’incessante sviluppo tecnologico degli ultimi anni, sono state ideate nuove tecniche di supporto per i dislessici, come la creazione di font (ovvero: il carattere del testo sul pc) appositamente creati per facilitare la lettura.

i caratteri del font "dyslexie"
i caratteri del font “dyslexie”

Tali font sono stati creati in modo tale che ogni lettera abbia una dimensione, una “curvatura” ed una inclinazione unica nel suo genere, in modo da evitare la confusione con le altre lettere che graficamente risultano simili se capovolte o rispecchiate. Alcuni studi hanno dimostrato che l’adozione di queste tipologie di font ha comportato effettivamente una diminuzione degli errori di lettura dei dislessici, tant’è che in alcuni paesi sono stati adottati non solo nelle scuole, ma anche nei luoghi di lavoro quali aziende ed negli istituti governativi per aiutare i propri dipendenti; inoltre sono aumentati i numeri di libri stampati ed ebook scritti con questi font.

Ad esempio, DYSLEXIE,  il font creato da Christian Boer (lui stesso dislessico), è scaricabile da questo sito gratuitamente, in modo tale che possa essere impostato come font di default sul proprio computer: utile quindi non solo per convertire i propri documenti e poi stamparli, ma anche per poter leggere comodamente la propria posta elettronica o navigare e visitare in tutta tranquillità tutte le pagine web di proprio interesse.

 

[Leggi anche: I disturbi dell’apprendimento]

 

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Uno dei grandi problemi che i genitori devono affrontare riguarda la linea educativa da adottare per i propri figli. Spesso capita che tale linea non venga decisa di comune accordo tra i genitori, portando alla generazione di numerose regole, soprattutto tra loro incoerenti. I genitori sono dei continui modelli di riferimento per il bambino e per questo motivo, in tali situazioni, il piccolo si ritroverà a vivere un’esperienza di confusione in quanto non è in grado di acquisire modelli coerenti. Quindi risulta necessario che la coppia genitoriale sia coerente, non solo per offrire sicurezze e un ambiente stabile ai propri figli, ma anche per salvaguardare la relazione all’interno della coppia stessa.

rules1- COERENZA FRA GENITORI
La premessa per creare un ambiente stabile sta nel concordare una linea comune per quanto riguarda l’educazione: cosa è permesso o non è permesso fare, come premiare o sgridare il bambino, ecc. Tutto ciò è funzionale alla generazione di poche ma precise ed efficaci regole, le quali devono essere rispettante anche in assenza di uno dei due genitori. Tuttavia capitano situazioni in cui i genitori si ritrovano ad affermare cose diverse, portando il bambino ad una grande confusione.
Per esempio, se la mamma dice che non si possono mangiare le caramelle prima di andare a dormire, il papà non può portargliele di nascosto a letto; oppure se si è deciso che il bambino può vedere la televisione solo dopo aver finito i compiti, non gliela si lascia vedere prima solo perché fa i capricci. In questo modo il bambino sa cosa aspettarsi e da chi, e sa a quale dei due genitori rivolgersi per ottenere quello che vuole, portando così la situazione a suo vantaggio. Ma non solo: il bambino si trova davanti a una scelta molto difficile sul piano emotivo, ovvero quella di decidere quale regola rispettare, e quindi quale genitore compiacere e quale no. Questa incoerenza non danneggia solo il bambino, ma anche la stessa coppia genitoriale poiché ci si rimprovererà a vicenda l’esistenza di un genitore “cattivo” e un genitore “buono” che concede al bambino tutto ciò che vuole.

occorre stabilire chiaramente quali sono i momenti dedicati ai compiti, ai giochi o alla TV
occorre stabilire chiaramente quali sono i momenti dedicati ai compiti, ai giochi o alla TV

2- COERENZA NEL TEMPO
Una volta decise di comune accordo le regole, bisogna impegnarsi a farle rispettare sia in momenti che in luoghi diversi. Questo dovere risulta molto difficile, poiché ci sono molte variabili in gioco: l’umore, la stanchezza e lo stress del genitore (dovute per esempio al lavoro) e i capricci irremovibili dei bambini. Infatti può capitare che quando il bambino fa i capricci, si acconsenta di trasgredire a una regola per farlo calmare, poiché si è stanchi e non si hanno le forze necessarie per contrastare il capriccio. Ad esempio, se il genitore torna a casa stanco dal lavoro e il bambino insiste perché vuole giocare ai videogames al di fuori del tempo stabilito, l’adulto potrebbe acconsentire pur di avere un attimo di quiete e relax. Ciò risulta alla lunga controproducente: i bambini infatti possono imparare che in certe situazioni possono ottenere ciò che vogliono. Inoltre la regola inizia a perdere il suo valore: se ci sono stati momenti in cui la regola non era valida, essa perde la sua efficacia e il bambino impara che se è riuscito ad avere la meglio su quella determinata regola, forse può averla anche su tante altre. Certamente i casi eccezionali in cui una regola non venga rispettata possono capitare, l’importante è che questi rimangano dei casi isolati e non un’abitudine frequente.

3- LA COPPIA ALLA PROVA DELLA COMUNICAZIONE
I bambini riescono molto bene a notare anche le piccole incoerenze fra i genitori, e spesso ne approfittano rigirando la situazione a loro favore. Per evitare tale rischio, la soluzione è tanto semplice quanto ovvia: i genitori devono parlarsi ed ascoltarsi per decidere in comune accordo le varie regole, ma soprattutto devono sviluppare un adeguato stile comunicativo nei confronti dei propri bambini. Infatti, non basta dire al bambino cosa può o non può fare, ma bisogna prestare molta attenzione anche al come e quando lo si dice. Ad esempio, se si chiede al bambino di spegnere la televisione con un tono disattento mentre si è distratti in altre attività, il bambino non darà importanza a questa richiesta e continuerà nel suo passatempo. Soprattutto, non bisogna rimanere indifferenti: se il bambino non ci ha dato ascolto, a poco serve ripetere la richiesta, ma bisogna passare all’azione, per esempio spegnendo la televisione. Molto importante inoltre non è solo impartire delle regole e farle rispettare, ma anche impegnarsi nello spiegarle affinché il bambino ne possa percepire il valore per favorirne la loro interiorizzazione e rispetto.

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