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Depressione in età evolutiva

Psicologia dell’età evolutiva

I campanelli d’allarme della depressione possono essere tanti; in età evolutiva sono spesso le difficoltà scolastiche e i cambiamenti di comportamento del bambino anche nelle abitudini o nell’ambito sociale.
Nell’adolescenza, dove i ragazzi sviluppano una grande capacità di riflettere sia su loro stessi sia sulla loro vita, spesso tendono ad isolarsi dagli amici, ad evitare tante situazioni in cui si sentirebbero a disagio.

Dove e come si presenta il problema:

A scuola



A casa



Con gli amici



In adolescenza






Cambiamenti comportamentali?

Attenzione ai segnali


  • Come si presenta il problema a scuola?
  • Come si presenta il problema a casa?
  • Come si presenta il problema con gli amici?
  • Come si presenta il problema in adolescenza?
  • Come capire se vostro figlio ha questo problema?
  • Cosa si può fare per migliorare?
  • Quali rimedi sono disponibili?
Come si presenta il problema a scuola?

Il campanello d’allarme per la depressione in età evolutiva sono spesso le difficoltà scolastiche e i cambiamenti di comportamento del bambino che devono attirare l’attenzione della sua famiglia e degli insegnanti. Un bambino che fa fatica a concentrarsi reagisce evitando o rifiutando di applicarsi nello studio, a meno che non si ostini diverse ore senza ottenere alcun risultato. È possibile assistere a un calo dei voti, il comportamento in classe può alternasi tra stati di euforia e stati di apatia, agli occhi degli insegnanti il bambino può apparire “con la testa tra le nuvole”distratto o arrivare a dormire o ad essere molto poco partecipe alla vita di classe.

Come si presenta il problema a casa?

Un bambino che si senta triste per la maggior parte del tempo e/o che pensi di essere “sbagliato” in qualche cosa, molto spesso mostra dei cambiamenti anche nelle abitudini. Generalmente, il bambino comincia a mangiare poco e ad essere poco interessato al cibo (anche a quei cibi che di solito gli piacciono molto), comincia a dormire male e poco (oppure alcuni bambini mostrano la reazione opposta dormendo tantissimo). In generale, appare come un bambino irrequieto, che ha difficoltà a concentrarsi e dice di essere spesso stanco, specialmente al mattino. Naturalmente, questa stanchezza e perdita di energia può porta il bambino ad evitare molti giochi e/o sport che prima gli interessavano.

Come si presenta il problema con gli amici?

Anche nell’ambito sociale si possono osservare dei cambiamenti, il bambino può smettere di cercare gli amici per giocare, avere maggiori difficoltà nell’andare d’accordo con i coetanei, abbandonare le attività pomeridiane di gruppo o perdere entusiasmo nel prendervi parte.I momenti in cui preferisce stare a casa o nella sua stanza diventano sempre più frequenti.

Come si presenta il problema in adolescenza?

L’adolescenza la fase della crescita dove la probabilità di sviluppare una depressione è più alta. In questo periodo, i ragazzi sviluppano una grande capacità di riflettere, sia su loro stessi sia sulla loro vita. Queste riflessioni possono portare a concludere erroneamente che loro sono “sbagliati” o “inadeguati” e che quindi sono inevitabilmente destinati ad avere una vita difficile. Questi pensieri li portano spesso ad isolarsi dagli amici, ad evitare tante situazioni in cui si sentirebbero a disagio. Come per i bambini, anche gli adolescenti hanno un calo nei voti scolastici, un calo delle attività sportive e soprattutto un isolamento marcato (“Passa la maggior parte del tempo in camera sua”, “Non ci racconta niente, corre subito in camera”, “Molto spesso dorme nel pomeriggio”). Non è raro che i ragazzi tentino di alleviare questo loro malessere facendo ricorso all’uso di sostanze, come alcol o droghe. Questi segni rappresentano importanti campanelli d’allarme che indicano come il ragazzo stia affrontando un periodo di profonda difficoltà. Il rischio più grande è rappresentato dal fatto che i ragazzi che si sentono “intrappolati” in queste difficoltà possono prendere in considerazione l’idea del suicidio.

Come capire se vostro figlio ha questo problema?

Davanti a un cambiamento comportamentale di questo tipo in un bambino o in un adolescente, è opportuno richiedere una consulenza psicologica. Lo psicologo vi chiederà di descrivere in maniera dettagliata la situazione di vostro figlio, con particolare attenzione a quei segnali che ritenete preoccupanti. In parallelo, saranno svolti dei colloqui con il bambino/ragazzo che saranno volti a capire come viva soggettivamente la situazione. La valutazione permetterà di stimare la gravità della depressione e di individuare quali sono i fattori che non impediscono al bambino/ragazzo di uscire da questo momento di difficoltà.

Cosa si può fare per migliorare?
  • Interventi psicologici: Viene proposto un percorso individuale che è volto, secondo l’ottica cognitivo-comportamentale, a mettere in discussione e modificare quei pensieri negativi che hanno prodotto una situazione di profondo malessere. Al tempo stesso, questo tipo di percorso permette di modificare i comportamenti disfunzionali al suo benessere, in modo da favorire un rapido miglioramento.
  • L’aiuto dei genitori:  Un sostegno ai genitori può essere utile, in alcuni casi fondamentale, per chiarire meglio che periodo problematico sta attraversando il figlio, spiegare quali siano le modalità migliori per interagire con esso e per aiutarlo ad uscire dalla situazione che sta vivendo. Capita spesso che i genitori si trovino impreparati ad affrontare una situazione di questo tipo, e applichino, in buona fede, strumenti e modalità di interazione sbagliate per spronare il figlio ad uscire dallo stato in cui si trova, rischiando talvolta di aggravare la situazione.
Quali rimedi sono disponibili?

Psicoterapia cognitivo-comportamentale: viene data importanza sia ai fattori che possono aver contribuito allo sviluppo del disturbo (bassa autostima, tratti della personalità improntati a perfezionismo, distorsioni dell’immagine corporea), che ai processi che contribuiscono al mantenimento del disturbo ostacolando la guarigione o il miglioramento, coinvolgendo quando opportuno anche la famiglia. Essendo i DCA dei disturbi essenzialmente cognitivi, in terapia vengono utilizzate strategie cognitive mirate al cambiamento di alcune convinzioni disfunzionali sul cibo e sull’importanza attribuita al peso corporeo, che viene spesso utilizzato come termine di paragone per valutare il proprio valore personale; strategie comportamentali, per gestire in maniera più funzionale le emozioni che sono spesso alla base degli episodi di abbuffate, e un rilevante intervento psicoeducativo.

Intervento medico: poiché i DCA coinvolgono in maniera importante anche il funzionamento dell’organismo, è fondamentale consultare un medico internista, per valutare se e in che entità si sono verificati i danni fisici sopra ampiamente esposti, in modo che si possa ripristinare attraverso il suo intervento un normale funzionamento organico.

Gruppi di auto-aiuto: possono essere un utile supporto, che consente di condividere con altri ragazzi i sentimenti negativi associati al disturbo; ciò può essere utile a ridurre i sentimenti di vergogna e colpa prendendo consapevolezza del fatto che non si è gli unici ad avere questo problema. Nonostante l’utilità dei gruppi di auto-aiuto, è bene ricordare che essi non possono e non devono sostituire l’intervento psicoterapeutico e medico!


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