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Fobia

Psicoterapia dell’adulto

La fobia è una paura molto intensa di un oggetto, di una situazione o persona. Quando la persona si trova in prossimità della situazione temuta prova una forte paura generalmente accompagnata da sensazioni fisiche come: sudorazione alle mani, tremori, aumento della frequenza cardiaca, rigidità muscolare ed aumento della pressione sanguigna.
La gamma degli oggetti o delle situazioni temute è virtualmente infinita, anche se alcuni stimoli e situazioni, più spesso di altri sono oggetto di fobie.
Ne sono un esempio gli animali repellenti (serpenti, ragni, insetti, topi, etc.), situazioni particolari (luoghi alti, ascensori, aerei, etc.). Un caso a parte sono le fobie mediche, cioè una forte ed intensa preoccupazione associata alla presenza di sangue o di ferite aperte (prelievo di sangue, iniezioni, punti di sutura, etc.). In tutte queste situazioni si assiste ad un calo della pressione sanguigna con possibilità di svenimento.
Naturalmente, moltissime persone hanno paure più o meno importanti, ma solo per una parte di esse si può parlare di fobia. In particolare, si parla di fobia quando la paura interferisce in maniera significativa con la vita della persona. Ad esempio, una persona che sperimenti una forte paura per un prelievo di sangue, può evitare di sottoporsi a prelievi impedendo così di avere informazioni utili sul proprio stato di salute.


La paura interferisce in maniera significativa con la tua vita?

Si può parlare di Fobia


  • Come si presenta il problema al lavoro?
  • Come si presenta il problema a casa?
  • Come si presenta il problema con gli altri?
  • Come capire se si ha questo problema?
  • Cosa si può fare per affrontare il problema?
Come si presenta il problema al lavoro?

Nel posto di lavoro può capitare di trovarsi a situazioni temute che possono aumentare lo stress o rendere difficile assolvere ai propri compiti. Ad esempio, la semplice fobia dell’ascensore può rivelarsi davvero problematica se il proprio ufficio si trova al sesto piano. Oppure, una persona con fobia dell’aereo potrebbe trovarsi a dover viaggiare in aereo per lavoro,  situazione che non riesce ad affrontare. Nel posto di lavoro, non sempre è possibile evitare o rifiutare alcuni incarichi. Proprio in situazioni come queste la fobia può diventare un’importante limitazione alla vita delle persone.

Come si presenta il problema a casa?

I familiari a casa possono anche non accorgersi che la persona ha una fobia, questo perché spesso il paziente stesso tenta di nascondere il problema (a causa della vergogna causata da questo) e anche perché molti tipi di fobia possono non compromettere il normale svolgimento della vita di tutti i giorni. Per esempio se una persona ha la fobia delle altezze può condurre una vita tranquilla se non è costretta ad usare l’aereo o a vivere in un grattacielo. Quindi ai familiari può apparire tutto nella norma e non si da tanto peso a questo problema. Altre volte invece una fobia specifica limita in maniera consistente la vita dei familiari. Prendiamo per esempio il caso della fobia degli insetti, se abbiamo un familiare con questo tipo di fobia diventano un problema situazioni come un picnic, una vacanza in campeggio, delle passeggiate in bicicletta e così via. E’ facile capire come questa possa diventare una importante limitazione. I familiari possono rilevare una fobia osservando i comportamenti del la persona che consistono in una serie di evitamenti della situazione oggetto di fobia. Infine è importante notare che ogni tipo di fobia specifica in maniera più o meno evidente determina e limita in qualche modo la vita del fobico e di chi gli sta accanto.

Come si presenta il problema con gli altri?

I rapporti che la persona con fobia sviluppa con gli altri sono fortemente limitati dalla fobia specifica, si osservano soprattutto due tipi di comportamento:

  • Il primo tipo riguarda una sorta di dipendenza dall’altro nelle situazioni in cui compare l’oggetto fobico o comunque la situazione temuta. In questo caso la persona continua a fare delle richieste di rassicurazione, diventando un peso per l’altro che ha la sensazione di dover in qualche modo proteggerlo da possibili conseguenze. Questa responsabilità rende la relazione sbilanciata e non piacevole.
  • Il secondo tipo di atteggiamento è il ritiro sociale, in questo caso la persona evita di uscire con gli amici, preferendo rimanere chiuso in casa. Questo porta ad un allontanamento dal gruppo di amici, compromettendo i rapporti a lungo termine.
Come capire se si ha questo problema?

Occorre rivolgersi ad uno psicologo per una valutazione delle difficoltà della persona e dell’impatto che queste possono avere nella vita della persona. La valutazione comprende dei test standardizzati, un colloquio, delle prove immaginative riguardanti l’oggetto della fobia e l’individuazione degli stimoli o situazioni fobici. In particolare alla fine della valutazione vengono messi in luce l’oggetto o gli oggetti della fobia (ragni, altezze, serpenti, sangue…), le reazioni fisiche ovvero le sensazioni provate (aumento del battito cardiaco, sensazione di blocco del corpo, giramento di testa…) e le cognizioni ovvero i pensieri che automaticamente si presentano di fronte all’oggetto che scatena la fobia.

Cosa si può fare per affrontare il problema?

Le fobie vengono trattate con intervento Psicoterapeutico. L’intervento che negli studi scientifici si è rivelato più efficace è quello di tipo Cognitivo Comportamentale che prevede un numero limitato di incontri (8-10) ed un intervento diretto ad obiettivi specifici. L’intervento prevede la comprensione, sia da parte del terapeuta che del paziente, dei pensieri, delle sensazioni somatiche e dei comportamenti associati alle situazioni temute. Una volta identificato questo tipo di meccanismo, la terapia si propone di apprendere strategie di gestione dell’ansia nella situazione temuta. Una volta appreso l’uso di strategie efficaci nella gestione dell’ansia, l’intervento si concentra sull’esposizione a situazioni reali che fino a quel momento hanno causato disagio. L’esposizione comincia con situazioni che il paziente ritiene molto facili (che causano un disagio minimo) per poi passare a situazioni gradualmente più impegnative. Al termine dei 10 incontri, la maggior parte dei pazienti sono in grado di affrontare anche le situazioni più difficili, proprio quelle che inizialmente sembravano intollerabili. Inoltre, durante il trattamento verranno progressivamente riprese quelle attività da tempo evitate a causa della fobia, in modo che la persona si senta sempre più abile nell’affrontare ogni situazione.


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