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1, 2, 3… Chimica!

Introduzione alla chimica ed esperimenti con “reagenti” reperibile in casa. (Sabato 2 Dicembre 2017)

 

Obiettivo: Introdurre i futuri piccoli scienziati al mondo della chimica. I risultati da conseguire sono l’acquisizione delle basi della chimica e del metodo galileiano mediante esperimenti volti a studiare alcuni fenomeni usando comuni oggetti di casa.

Programma:

  1. Estrazione del DNA dalla frutta
  2. Lampada – Lava senza energia elettrica e calore
  3. Stalagmite istantanea fatta con acqua e ghiaccio
  4. Combustione che crea il vuoto
  5. Creazione di una nuvola
  6. Schiuma “esplosiva”

Docente: Il dr. Massimiliano Cattelan è laureato in Biotecnologie Farmaceutiche e dottorando in Scienze Farmacologiche presso l’Università degli Studi di Padova. E’ Responsabile Linea Biobanking Solution presso un’azienda di diagnostica biotecnolocica padovana.

Materiale fornito: i reagenti vengono preparati e forniti dal docente.

Partecipanti: Bambini Plusdotati o ad Alto Potenziale Cognitivo.

Dove: Mentecomportamento (sede) via della Provvidenza 43/D, Rubano (PD).

Quando: Sabato 2 Dicembre, dalle ore 15:00 alle ore 18:30.

Costo: 30€. E’ possibile iscriversi ad un laboratorio (di qualsiasi tematica) pagando 50€ per entrambi. Il pagamento va effettuato il giorno del laboratorio.

Iscrizione: Per aderire è sufficiente inviare una e-mail a polezzi.david@gmail.com



Chi Rompe Scava!

Introduzione all’Archeologia e laboratorio di scavo archeologico simulato (Sabato 25 Novembre 2017)

Obiettivo: Introdurre i bambini alla figura dell’archeologo e alle principali metodologie di indagine archeologica. Risultati da conseguire sono la comprensione della metodologia di uno scavo stratigrafico e l’acquisizione del processo logico e deduttivo che porta alla ricostruzione del passato sulla base dei dati materiali.

Programma:

  1. Breve lezione teorica per fornire alcune conoscenze di base riguardanti l’archeologia ;
  2. Definizione dei gruppi di scavo e assegnazione delle postazioni;
  3. Dimostrazione collettiva dei procedimenti;
  4. Scavo archeologico simulato in cassaforma con riproduzioni di stratigrafie e reperti. 
  5. Sintesi interpretativa finale;

Docente: Il dr. Paolo Vedovetto, archeologo e dottorando presso l’Università di Padova. E’ autore di numerose pubblicazioni sia nazionali che internazionali. Ha preso parte a scavi archeologici in Italia, Turchia e Siria.

Materiale fornito: metro a stecca, cazzuola, pennello, schede con penna e lapis, sacchetti di nylon, setaccio.

Partecipanti: Bambini Plusdotati o ad Alto Potenziale Cognitivo.

Dove: Mentecomportamento (sede) via della Provvidenza 43/D, Rubano (PD).

Quando: Sabato 25 Novembre, dalle ore 15:00 alle ore 18:30 e Sabato 16 Dicembre, dalle ore 15:00 alle ore 18:30.

Costo: 30€. E’ possibile iscriversi ad un laboratorio (di qualsiasi tematica) pagando 50€ per entrambi. Il pagamento va effettuato il giorno del laboratorio.

Iscrizione: Per aderire è sufficiente inviare una e-mail a polezzi.david@gmail.com



Grazie alla collaborazione con l’editore Sassi e grazie alla supervisione dell’associazione genitori AGET, sono oggi disponibili i i primi libri per bambini plusdotati o ad alto potenziale cognitivo di età compresa fra i 3 e i 6 anni

I libri sono suddivisi in due parti: 

  1. La prima parte è dedicata sia a genitori sia ad insegnanti ed illustra le caratteristiche, nonchè le potenzialità, dei bambini plusdotati.
  2. La seconda parte consiste in un’ampia serie di esercizi (oltre 100)rivolti ai bambini ed organizzati in modo da aumentare gradualmente di difficoltà. Sono già strutturati in un percorso che permette di allenare e potenziare le abilità cognitive.

Il Talento della Logica– Un libro interamente dedicato alla logica, con oltre 100 esercizi che permettono di aumentare le abilità in questo ambito. Per vedere il libro completo, clicca qui.

 

 

 

 

 

 

Il Talento dell’ Attenzione- Il libro è pensato per aumentare i tempi di attenzione e potenziare la capacità di focalizzazione dell’attenzione. Per vedere il libro completo,clicca qui.



Abiti in una zona lontana dall’ultimo terremoto? Le scosse che hai percepito hanno attivato in te forti preoccupazioni, ansie e paure? Partecipa alla nostra

Campagna di Gestione della Paura e dell’Ansia

 

Per i mesi di NOVEMBRE e DICEMBRE 2016 gli psicologi di Mentecomportamento offrono un colloquio gratuito per comprendere le tue paure e valutare insieme come affrontarle.

L’iniziativa è attiva nelle seguenti regioni: AbruzzoLombardiaMarchePiemontePuglia.

Le responsabili dell’iniziativa sono contattabili per informazioni:

 

Dott.ssa Annarita Panella

Via Troilo – Lanciano(CH)

cell. 3496330794   e-mail:

 

Dott.ssa Daria Giuliani

Via G. Galilei,25 – Pescara

cell. 3428803510   e-mail:giuliani.daria@gmail.com



A Genova– Venerdì 11 Novembre 2016- ore 21:00, presso l’Istituto Miller, corso Torino 17

E’ stato recentemente creato un nuovo test computerizzato di misurazione delle capacità attentive, somministrabile sia a bambini (dai 6 ai 12 anni) che ad adolescenti e adulti (dai 13 anni in avanti). MOXO, questo il nome del test, permette di misurare la capacità di mantenimento dell’attenzione, i tempi di reazione, l’impulsività e l’iperattività. Essendo un test computerizzato, non richiede materiale cartaceo o tempo di scoring, ma è in grado di fornire immediatamente un report con il profilo del paziente. Inoltre, il MOXO, è l’unico test che utilizza aspetti di vita reale nelle prove, con un set di distrattori progettato per i specifici gruppi di età. 

Test analoghi a MOXO richiedono dei costi di acquisto elevati, superiori a 2000€. Questo tipo di costo è sostenibile per le cliniche o le strutture pubbliche ma non è ammortizzabile per i liberi professionisti. Diversamente, il test MOXO è un test online che permette di comprare un numero limitato di accessi utilizzabili al bisogno e senza limiti di tempo. Questo tipo di costo è accessibile per ogni libero professionista, permettendogli così di somministrare uno dei test più recenti, sempre nella versione più aggiornata. Ad oggi, è stato somministrato già a 120 000 pazienti nel mondo.

Il test è stato creato in Israele nel 2012, viene già impiegato in molto paesi (Spagna, Canada, Francia,  Australia, Messico, Brasile, Polonia, Sud Africa, etc.) e da settembre 2016 sarà disponibile anche per l’Italia.

 

Per una breve descrizione del test, è possibile vedere il video a questo link

https://www.youtube.com/watch?v=jKPArLgck3o

 

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Gli psicologi di Mentecomportamento hanno seguito un percorso di formazione direttamente con i creatori di MOXO e lo stanno già utilizzando nella pratica clinica (con ottimi riscontri).  Essendo già in grado di usarlo, gli psicologi di Mentecomportamento sono disponibili a tenere dei seminari informativi gratuiti, rivolti ad altri psicologi. 

Questo tipo di iniziativa può essere interessante sia per coloro che iniziano la nostra professione, sia per i colleghi che già lavorano nell’ambito clinico o forense e desiderano essere aggiornati in merito.

 

Contatti & Maggiori Informazioni:

Per informazioni relative al test MOXO, ai seminari o per richiedere assistenza nell’uso del test contattare: dr.ssa Francesca Poeta, 339 4366770 oppure scrivere a francesca.poeta@gmail.com



A Padova– Mercoledì 5 Ottobre 2016- ore 18:15, presso l’Istituto di Terapia Cognitiva e Comportamentale, via De Amicis 5.




 

E’ stato recentemente creato un nuovo test computerizzato di misurazione delle capacità attentive, somministrabile sia a bambini (dai 6 ai 12 anni) che ad adolescenti e adulti (dai 13 anni in avanti). MOXO, questo il nome del test, permette di misurare la capacità di mantenimento dell’attenzione, i tempi di reazione, l’impulsività e l’iperattività. Essendo un test computerizzato, non richiede materiale cartaceo o tempo di scoring, ma è in grado di fornire immediatamente un report con il profilo del paziente. Inoltre, il MOXO, è l’unico test che utilizza aspetti di vita reale nelle prove, con un set di distrattori progettato per i specifici gruppi di età. 

Test analoghi a MOXO richiedono dei costi di acquisto elevati, superiori a 2000€. Questo tipo di costo è sostenibile per le cliniche o le strutture pubbliche ma non è ammortizzabile per i liberi professionisti. Diversamente, il test MOXO è un test online che permette di comprare un numero limitato di accessi utilizzabili al bisogno e senza limiti di tempo. Questo tipo di costo è accessibile per ogni libero professionista, permettendogli così di somministrare uno dei test più recenti, sempre nella versione più aggiornata. Ad oggi, è stato somministrato già a 120 000 pazienti nel mondo.

Il test è stato creato in Israele nel 2012, viene già impiegato in molto paesi (Spagna, Canada, Francia,  Australia, Messico, Brasile, Polonia, Sud Africa, etc.) e da settembre 2016 sarà disponibile anche per l’Italia.

Per una breve descrizione del test, è possibile vedere il video a questo link

https://www.youtube.com/watch?v=jKPArLgck3o

 




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Gli psicologi di Mentecomportamento hanno seguito un percorso di formazione direttamente con i creatori di MOXO e lo stanno già utilizzando nella pratica clinica (con ottimi riscontri).  Essendo già in grado di usarlo, gli psicologi di Mentecomportamento sono disponibili a tenere dei seminari informativi gratuiti, rivolti ad altri psicologi. 

 

Questo tipo di iniziativa può essere interessante sia per coloro che iniziano la nostra professione, sia per i colleghi che già lavorano nell’ambito clinico o forense e desiderano essere aggiornati in merito.

 

Contatti & Maggiori Informazioni:

Per informazioni relative al test MOXO, ai seminari o per richiedere assistenza nell’uso del test contattare: dr.ssa Francesca Poeta, 339 4366770 oppure scrivere a francesca.poeta@gmail.com

 







Siamo tutti consapevoli del fatto che essere vittima di bullismo da bambino non è una cosa insignificante. Non solo causa un forte dolore sul momento, ma è anche stato provato che essere vittime di bullismo nell’infanzia o nell’adolescenza porta ad avere problemi emozionali a lungo termine. Sembra inoltre che i bambini a cui manca un solido supporto dai genitori siano quelli che riscontrano danni più duraturi. 

Sappiamo anche che è parte del processo di crescita fare esperienze sociali dolorose o imbarazzanti, ed è importante che attraverso questi vissuti i bambini imparino a gestire al meglio le interazioni con i pari.

Se il nostro bambino ci dice di essere vittima di bulli, dobbiamo prendere le sue lamentele molto seriamente, dargli il supporto e gli strumenti per gestirlo e intervenire quando necessario. Ma non dobbiamo insegnargli che tutte le esperienze negative che fanno con i loro pari sono forme di bullismo.
A volte succede che i bambini si lamentino di essere stati vittime di bullismo, ma poi quando spiegano cos’è successo, si capisce che in realtà era stata solo una presa in giro. Forse qualcuno aveva dato loro fastidio e loro non erano riusciti a reagire in modo adeguato, ma non ogni caso di cattiveria, rifiuto o ostilità è bullismo.

 

 

Quando un episodio può essere definito come bullismo?

1. Quando c’è uno squilibrio di potere : i bulli sono in una posizione di potere, che sia sotto forma di forza fisica o di popolarità. Le vittime sono dei loro pari percepiti come meno potenti.

2. Quando c’è l’intenzione di ferire: episodi di bullismo possono avere la forma di attacchi fisici o verbali, minacce, pettegolezzi o esclusioni intenzionali da un gruppo. Non sono mai azioni involontarie e casuali, ma mirate a procurare dolore alla vittima.

3. Quando è ripetuto: un comportamento è definito di bullismo quando si attua in uno schema più ampio e continuo di azioni ostili o offensive dirette a un bambino-bersaglio.

4. Quando causa dolore: un comportamento diventa di bullismo quando compromette il benessere psicologico, fisico o sociale del bambino–vittima.

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Se il vostro bambino vi viene a dire che è vittima di bullismo, è importante che voi lo prendiate davvero sul serio. Questo perché anche nel caso in cui non si tratti di bullismo vero e proprio, i suoi sentimenti sono stati feriti e lui sta avendo delle difficoltà. Dovete ascoltarlo ed esprimere empatia senza trattarlo come se fosse debole. Sarebbe bene riuscire a modellare un atteggiamento di sicurezza che comunichi a vostro figlio che è un problema che si può risolvere.

Ciò che non dovete fare è mostrare a vostro figlio shock e rabbia e promettere di andare immediatamente a scuola o a parlare con i genitori dell’altro bambino. Moderare la vostra reazione incoraggia il vostro bambino ad aprirsi. Raccogliete informazioni in modo il più obiettivo possibile sulla vicenda prima di decidere come procedere a riguardo. Non dovete lasciarvi influenzare dai vostri impulsi protettivi da genitori, che vi potrebbero spingere a reagire di impulso, con il solo pensiero di dover punire il bambino che ha ferito i sentimenti di vostro figlio. Conoscere i dettagli dell’accaduto vi porterà non a minimizzare l’episodio o i sentimenti di vostro figlio, ma a sapere se è necessario prendere dei provvedimenti e a capire come farlo al meglio.

 



Quando i bambini sono ansiosi cronicamente, anche i genitori con le migliori intenzioni possono cadere in un ciclo negativo: non volendo che il bambino soffra, finiscono in realtà per amplificare la loro ansia. Succede quando i genitori, anticipando le paure del bambino, provano a proteggerlo da esse.

Di seguito troverete dei consigli per aiutare i bambini ad uscire dal ciclo dell’ansia.

 

1. L’obiettivo non è eliminare l’ansia, ma aiutare il bambino a gestirla.

Nessuno di noi vuole vedere il proprio figlio infelice, ma il modo migliore per aiutare i bambini a superare l’ansia non è provare a rimuovere i fattori stressanti che possono provocarla. È invece di aiutarli ad imparare a tollerare la loro ansia e riuscire a comportarsi in modo più funzionale possibile, anche quando sono ansiosi. E come conseguenza di ciò, l’ansia diminuirà o scomparirà con il tempo.

2. Non evitare cose solo perchè rendono il bambino ansioso.

Aiutare i bambini ad evitare le cose di cui hanno paura li farà sentire meglio nell’immediato, ma rafforzerà l’ansia con il tempo. Se in situazioni che lo mettono a disagio un bambino diventa nervoso, inizia a piangere e i suoi genitori lo allontanano dalla cosa di cui ha paura, lui imparerà quel meccanismo di coping, e non supererà mai la sua paura.

 

 

3. Fate vedere che avete aspettative positive ma realistiche

Non potete convincere un bambino che le sue paure sono irrealistiche, che non verrà bocciato a un esame, che si divertirà a pattinare sul ghiaccio, o che un altro bambino non riderà di lui durante un’interrogazione. Potete però mostrarvi sicuri del fatto che tutto andrà bene, che sarà in grado di gestire la situazione, e che, se affronterà le sue paure, il suo livello di ansia diminuirà con il tempo. Questo dà al bambino la sicurezza di sapere che le vostre aspettative sono realistiche, e che non gli chiederete mai di fare qualcosa che non è in grado di fare.

4. Rispettate i suoi sentimenti, ma non rafforzateli.

Se un bambino è terrorizzato perchè deve andare dal dottore a fare una puntura, non dovete minimizzare le sue paure, ma non dovete neanche amplificarle. Dovete ascoltare ed essere empatici, aiutarlo a capire di cosa è ansioso, e incoraggiarlo a sentire che può affrontare le sue paure. Il messaggio che dovete trasmettere è “lo sappiamo che hai paura, e va bene così, siamo qui e ti aiuteremo a superare questa situazione”.

5. Non fate domande allusive.

Incoraggiate il vostro bambino a parlare dei suoi sentimenti, ma provate a non fare domande del tipo: “Sei ansioso per la prova? Sei preoccupato per l’interrogazione?”. Per evitare di dar adito al ciclo dell’ansia, ponete solo domande aperte: “Come ti senti riguardo la prova?”.

6. Non rafforzate le paure del bambino.

La cosa che dovete evitare è di dire con il tono di voce o con il linguaggio corporeo: “Forse dovresti avere paura di questa cosa.” Mettiamo che un bambino abbia avuto un’esperienza negativa con un cane. La volta seguente che si troverà con un cane, potreste essere preoccupati del modo in cui il bambino potrebbe reagire, e potreste involontariamente comunicargli che ha effettivamente ragione ad avere paura..

 

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7. Incoraggiate il bambino a tollerare l’ansia.

Fate sapere a vostro figlio che apprezzate lo sforzo che deve fare per gestire l’ansia e riuscire a fare ciò che vuole o deve fare. Questo porta il bambino ad impegnarsi nella vita ed a lasciare che l’ansia segua la sua curva naturale. Viene chiamata la “curva dell’abituazione”: si abbasserà con il tempo se il bambino continuerà ad entrare in contatto con ciò che gli genera stress. Può essere che l’ansia non sparisca mai totalmente o che non diminuisca così velocemente come vorreste, ma è così che superiamo le nostre paure.

8. Provate a mantenere breve il tempo d’attesa.

Quando si ha paura di qualcosa, il momento più difficile è poco prima di fare questa cosa. Quindi un’altra regola d’oro per i genitori è provare ad eliminare o a ridurre il tempo d’attesa. Se il bambino è nervoso perchè deve andare dal dottore, è meglio non iniziare a parlarne ore prima; ciò probabilmente lo renderebbe ancora più nervoso. Quindi provate a ridurre il tempo d’attesa al minimo.

9. Ragionate sulle cose con il bambino.

A volte aiuta parlare con il bambino di cosa succederebbe se una sua paura diventasse reale… Come la gestirebbe? Un bambino che ha ansia al pensiero di separarsi dai genitori potrebbe preoccuparsi di cosa succederebbe se non lo venissero a prendere a scuola. Parlatene. ”Se la mamma non venisse a prenderti dopo allenamento, cosa faresti? “Beh, direi al mio allenatore che mia mamma non c’è.” ”E cosa pensi che farebbe l’allenatore?” “Mi direbbe di chiamare la mamma. O aspetterebbe con me”. Per alcuni bambini, sapere cosa fare in certe situazioni può ridurre l’insicurezza in modo molto efficace.

10. Provate a modellare modi salutari di gestire l’ansia.

Ci sono un sacco di modi in cui potete aiutare un bambino a gestire l’ansia facendogli vedere come lo fate voi. I bambini sono recettivi, e interiorizzeranno la vostra ansia se continuate a lamentarvi al telefono con gli amici del fatto che non riuscite a gestire lo stress o l’ansia. Non dico che dovete fare finta di non essere stressati o ansiosi, ma di far vedere ai vostri figli che gestite l’ansia con tranquillità, sopportandola e superandola efficacemente.

 



La nostra alimentazione viene regolarmente influenzata da scelte che nulla hanno a che fare con il nostro palato: possono influire motivi religiosi (ad esempio, un ebreo seguirà la dieta kosher e un musulmano seguirà una dieta halal), estetici (chi vuole dimagrire seguirà una dieta per perdere peso), etici (chi non vuole nuocere agli animali seguirà una dieta vegetariana o vegana), infine culturali (in alcune zone del mondo ad esempio si consumano insetti, mentre noi li consideriamo disgustosi). Indipendentemente dalle ragioni, seguire una dieta che si discosta dalla maggioranza della popolazione che ci circonda, potrebbe modificare l’opinione che gli altri hanno di noi. Il consumo di cibo può essere infatti utilizzato strategicamente come “biglietto da visita”, sia in base al tipo che alla quantità di cibi consumati. Ad esempio, è stato dimostrato che chi mangia cibi “spazzatura” viene giudicato in modo più negativo rispetto a chi consuma cibi sani.




Margareth Thomas, una ricercatrice statunitense, ha cercato di rispondere con uno studio sperimentale a una domanda particolare: è vero che gli uomini che seguono una dieta vegetariana o vegana sono percepiti dagli onnivori come meno mascolini rispetto a quelli che mangiano carne?
Innanzitutto bisogna dire che molti cibi sono associati ad una percezione o stereotipo di genere: la carne sembra essere più associata agli uomini, mentre, ad esempio, le insalate alle donne. Numerose ricerche sono già state condotte in questo campo, portando però a risultati discordanti.

La Thomas ha quindi voluto approfondire come l’assunzione di determinate tipologie di cibo possa influire sul modo in cui la persona viene percepita, con una serie di quattro esperimenti.

Nel primo esperimento, ai partecipanti (74 uomini e 63 donne onnivori) venivano mostrate delle vignette corredate da brevi descrizioni, ad esempio “a Jacob/Jessica piace andare al cinema, ascoltare musica e camminare in montagna nel tempo libero.”
Nella condizione “Vegetariano”, la storia proseguiva così: “Jacob/Jessica segue una dieta vegetariana molto variata che include frutta, verdura, formaggio, uova e cereali (ma non carne o pesce)”
Nella condizione “Onnivoro”, la storia diceva “Jacob/Jessica segue una dieta onnivora molto variata che include frutta, verdura, formaggio, uova, cereali, carne e pesce)”
Ai partecipanti veniva chiesto poi di valutare come giudicassero il personaggio descritto in base a 12 aggettivi, tra i quali: mascolino, amichevole, attento alla salute, indipendente etc.
Questo primo esperimento ha dimostrato che i partecipanti non percepivano i vegetariani come meno mascolini rispetto agli onnivori. Questo effetto potrebbe essere dato però dal fatto che la dieta vegetariana include una assunzione quotidiana di cibi grassi (formaggi, uova) che sono solitamente associati ad alti livelli di mascolinità.




Nel secondo esperimento, eseguito su un campione più ampio di soggetti e inserendo nelle descrizioni anche una dieta di tipo vegano (senza carne, latticini e uova), la Thomas dimostra che la percezione di mascolinità per vegetariani e vegani è simile, ma che i partecipanti maschi giudicavano i vegetariani e vegani come meno mascolini rispetto ai partecipanti femmine. Attraverso la comparazione di questa ricerca con ricerche passate, si deduce quindi che la percezione dei vegetariani è più variabile, e che quindi aggiungere la variabile “vegano” può dare maggiori informazioni in merito alle percezioni di genere.

Nel terzo studio la Thomas, inserendo nuove variabili, dimostra ulteriormente che l’essere vegani comporta una mascolinità percepita minore rispetto agli onnivori. 

In un quarto esperimento infine, la Thomas chiarisce un ulteriore punto: è la dieta vegana in sé che fa percepire gli uomini come meno mascolini o è la scelta etica di essere vegani? In questo caso, utilizzando la stessa procedura descritta sopra, ha descritto ai partecipanti due tipi di individui:
-vegano per scelta “Jacob/Jessica, a causa delle sue convinzioni personali, segue una dieta senza carne né derivati animali come latticini e uova…”
-vegano per necessità “Jacob/Jessica, a causa dei suoi problemi digestivi, segue una dieta senza carne né derivati animali come latticini e uova…”
I risultati di questo ultimo esperimento indicano che è la scelta dell’essere vegetariano che diminuisce il livello di mascolinità percepita nei partecipanti. Quindi, non sono gli uomini vegani o vegetariani in quanto tali ad essere percepiti come meno mascolini, ma sono quelli che scelgono di esserlo per motivi etici.

Attraverso questi quattro studi emerge la conferma che la scelta del tipo di dieta può influire sull’opinione che gli altri hanno di noi, confermando la rilevanza del tipo di alimentazione nell’immagine che diamo agli altri e di conseguenza sulla nostra identità. Future ricerche investigheranno ancora meglio questo argomento.




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Articolo originale
M.A. Thomas. Are vegans the same as vegetarians? The effect of diet on perceptions of masculinity. Appetite 97 (2016), 79-86.



“Iperdotazione Cognitiva – Quando l’eccellenza diventa diversità”

Dott. David Polezzi

Udine • Sabato 14 maggio 2016, h. 9.30 – 18.30

Locandina workshop Iperdotazione CognitivaWorkshop sull’Iperdotazione Cognitiva, che si tiene a Udine con il Dott. David Polezzi. L’iperdotazione cognitiva è la condizione per cui un individuo presenta delle abilità intellettive marcatamente superiori alla media (QI pari o superiore a 130). Tale condizione interessa il 2,28% della popolazione generale. Nel nostro paese, la scuola e le istituzioni si sono largamente occupate dei bambini con vari tipi di deficit (ritardo mentale, DSA) o con bisogni educativi speciali (BES), mentre è tutt’oggi largamente trascurata quella parte di popolazione che si differenzia per un’abbondanza di capacità e non per una carenza. Il nostro paese rimane l’unico paese europeo in cui non esiste alcuna legislazione che sia in grado dii valorizzare l’eccellenza, anzichè il deficit, in ambito cognitivo. L’unico contesto italiano in controtendenza rispetto a questo dato è la Regione Veneto che ha promosso un programma di informazione e valorizzazione dell’iperdotazione cognitiva nella scuola e nelle famiglie, denominato “Education To Talent”. Tipicamente, i bambini o gli adolescenti con tale peculiarità presentano delle disarmonie evolutive, mostrando cioè gradi di maturazione differenti nei vari ambiti di personalità. Rivelando, ad esempio, abilità cognitive eccellenti ma una gestione delle emozioni marcatamente immatura rispetto all’età cronologica. Molti rivelano importanti difficoltà di adattamento e il 20% sviluppano disturbi psicopatologici. Inoltre, è importante ricordare come, all’interno della popolazione degli iperdotati, l’insuccesso scolastico sia sorprendentemente diffuso. A dispetto della dimensione, nel nostro paese tale condizione rimane pressoché sconosciuta e ignorata. Il presente workshop propone una giornata formativa rivolta a insegnanti che permetta di identificare i bambini con tali caratteristiche e fornisca alcune indicazioni sulla gestione in classe.



Destinatari del workshop

Il workshop è aperto agli insegnanti. Al termine del corso verrà rilasciato un regolare attestato di partecipazione.



Quote di partecipazione

  • Quota standard: 120 euro;
  • Allievi ed ex-allievi dell’Istituto Miller: 80 euro.

Il workshop si svolgerà nell’Aula didattica  presso “Enaip – Area Comunicazion & Net Learning
in Via Leonardo da Vinci,27 Pasian di Prato – Udine

Programma Formativo

  • Cos’è l’iperdotazione cognitiva; 
  • Le caratteristiche degli iperdotati;
  • I falsi miti sull’iperdotazione cognitiva;
  • Metodi di identificazione e illustrazione di alcuni casi reali;

13.00/14.00 Pausa pranzo

  • Criticità peculiari nell’iperdotazione cognitiva;
  • Dalla dotazione alle abilità, come l’iperdotazione può diventare talento;
  • La gestione in classe degli iperdotati: Accelerazione;
  • La gestione in classe degli iperdotati: Arricchimento.



Iscrizione

Per iscriversi rimandiamo alla  pagina dei contatti dell’ Istituto Miller.




© 2019-24 Mentecomportamento. All rights reserved.



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