Notizie

Tieniti informato

Tutte le news sulla Plusdotazione Cognitiva, Psicologia Adulti, Psicologia Bambini e Adolescenti, Psicologia Forense, Neuropsicologia, Comunicati, Corsi, Curiosità e Laboratori di Mentecomportamento


Con l’ingresso alle scuole superiori, l’interesse per le materie scientifiche inizia a calare. In particolare compare un calo sia nel rendimento che nella frequenza ai corsi di scienze, tecnologia, ingegneria e matematica (in inglese: STEM”: Science, Technology, Engineering, Mathematics). Tale dato diventa particolarmente evidente nel sistema scolastico statunitense, dove la scelta di alcune delle materie da frequentare al liceo è facoltativa, a differenza che nella scuola italiana.
A partire da queste osservazioni, uno studio scientifico ha cercato di capire quanto la motivazione degli adolescenti possa essere influenzata dall’atteggiamento dei genitori nei confronti di queste materie. Secondo gli studiosi infatti, il sostegno dei genitori (unito all’interesse personale dello studente per gli studi scientifici) avrebbe un influsso significativo sulle scelte scolastiche dei ragazzi.

Per verificare questa ipotesi, un gruppo di ricercatori di Harvard, ha inizialmente inviato materiale informativo sull’utilità delle materie STEM ai genitori di figli adolescenti. Questi opuscoli forniscono consigli su come motivare e supportare i figli nelle loro decisioni, e sull’importanza delle scienze nei vari ambiti della vita. In seguito i ricercatori hanno acquisito i dati delle iscrizioni di questi ragazzi ai corsi del gruppo STEM.

LA RICERCA

Lo studio, durato circa 15 mesi, ha coinvolto 188 studenti ai primi anni delle scuole superiori e i loro genitori. Il campione è stato diviso in due gruppi: un gruppo sperimentale al quale venne inviato il materiale informativo, e un gruppo di controllo.
GENITORI-SCUOLAAl primo gruppo -quello sperimentale– durante l’ottobre del secondo anno di scuola, i ricercatori hanno mandato via email a entrambi i genitori e agli studenti stessi una brochure in cui si descriveva come aiutare i ragazzi a trovare un certo valore nella scuola, fornendo informazioni sull’importanza della matematica e delle scienze nella vita di tutti i giorni e per molte professioni. Successivamente, a gennaio del penultimo anno, venne inviata ai genitori un’altra brochure intitolata “Helping your teen with the choice ahead”. Questo opuscolo enfatizzava gli stessi temi tramite alcuni esempi, con un focus sulla rilevanza della matematica e delle scienze nelle semplici attività giornaliere, per il college e per la preparazione professionale. Inoltre includeva interviste di studenti del college che parlavano dell’importanza dei corsi STEM frequentati alle scuole superiori. Nell’ultima parte dell’esperimento, durante la primavera del penultimo anno, vennero inviati due tipi di questionari da completare online: uno era per i genitori, per rilevare se avessero utilizzato i consigli dell’ultima brochure inviata; il secondo era invece per gli studenti, e rilevava la loro percezione dell’utilità dei corsi di matematica e scienze.
Questo primo gruppo veniva confrontato con le scelte di un gruppo di controllo, che non aveva ricevuto alcun tipo di materiale informativo: in questo caso genitori e ragazzi completarono solamente un questionario durante l’estate dell’ultimo anno di scuola.

I RISULTATI

I risultati dello studio dimostrano che l’intervento informativo ha generato un incremento della comunicazione tra genitori e adolescenti per quanto riguarda il valore dei corsi di matematica e scienze e, ancora più importante, un maggiore livello di iscrizione alle materie del gruppo STEM negli ultimi due anni di scuola rispetto al gruppo di controllo. Gli ultimi anni sono infatti i più critici, in cui i corsi di scienze e matematiche forniscono la base per il percorso universitario. Lo studio ha dimostrato quindi che i genitori possono influenzare positivamente le scelte accademiche dei propri figli, se forniscono loro un adeguato supporto.
Nella stessa ricerca è infine emerso che anche il grado di istruzione dei genitori aumenta la propensione per le materie scientifiche e che, rispetto ai padri, sono le madri coloro che riescono a percepire un maggiore valore dell’importanza delle materie del gruppo STEM.

IN CONCLUSIONE…

I ragazzi, se adeguatamente supportati, possono raggiungere grandi successi anche nei campi che obiettivamente sembrano loro più difficili. A volte sembra che le scelte dei nostri figli siano solo dei sogni irraggiungibili ma, come dimostrato, possono essere concretizzati con successo se invece di indirizzarli verso un qualcosa di più semplice, più sicuro e più facilmente raggiungibile, vengono supportati e motivati. Ogni genitore vuole il bene e il meglio dei propri figli e allo tesso tempo i ragazzi si comportano in modo da non deludere le aspettative dei propri genitori. Se entrambi riescono a trovare un punto di incontro, tramite la comunicazione e il confronto, niente diventa irraggiungibile, i ragazzi possono realizzarsi nei campi in cui si sentono più portati e i genitori non potranno che ricavare grandi soddisfazioni dal vedere i propri figli felici e realizzati.

BIBLIOGRAFIA

logo

 

Chi siamoDove siamoContattaci



I ragazzi trascorrono una gran parte del loro tempo a scuola, con i compagni di classe oppure con i loro compagni di sport . Ma quanto peso hanno queste relazioni ne loro comportamento? Molti studi hanno dimostrato l’enorme effetto che ha l’ambiente sociale (tra cui la scuola, il vicinato e la comunità) sullo sviluppo sociale e cognitivo dei ragazzi.

Poche ricerche hanno indagato invece i cambiamenti nel comportamento. I pochi studi fatti in passato hanno perlopiù attribuito all’influenza dei geni la maggior parte dei comportamenti dei ragazzi, dimenticando l’impatto dei fattori ambientali.

Un’ipotesi recente afferma invece che alcuni comportamenti adolescenziali, tra cui in particolare l’abitudine al fumo o all’alcool, siano spiegabili quasi esclusivamente facendo riferimento al gruppo dei pari in cui il bambino o l’adolescente è inserito, e che in ciò i geni abbiano un effetto minimo.

Dimmi che amici hai Per dimostrare quanto appena affermato, in uno studio condotto in Finlandia sono stati coinvolti: gemelli monozigoti; gemelli eterozigoti; ragazzi con fratelli non gemelli. Tutti con un’età compresa tra gli undici e i dodici anni. E’ noto come, i gemelli monozigoti, a differenza degli eterozigoti, condividano tutto il patrimonio genetico. Ogni ragazzo frequentava una classe differente rispetto al proprio gemello o fratello. Tutti i ragazzi vivevano nella stessa area residenziale, così da poter escludere qualsiasi altra influenza legata a differenze ambientali.

Ad ognuno venne sottoposto un questionario con domande relative al fumo, all’uso di alcool, e una domanda a contenuto religioso. In base alle conoscenze derivanti dagli studi sull’influenza dei geni, gli studiosi si attendevano che la maggiore similarità fosse fra i gemelli monozigoti (identici dal punto di vista genetico).

Al contrario, i ragazzi che dicevano di bere alcolici, si trovavano in classe con altri ragazzi che facevano effettivo uso di alcolici. La probabilità che anche il fratello bevesse alcolici era la stessa per i gemelli mono ed eterozigoti o per i fratelli. Insomma, l’impatto dei “compagni di classe” è risultato molto più forte di quello dei geni.

Nello studio si è riscontrato un basso peso delle variabili socio-economiche, dal momento che in Finlandia, rispetto ad un paese come gli USA, le differenze di educazione, salute, status sociale hanno un minor impatto. In ogni caso, lo studio dimostra quanto i compagni di classe, che fanno anche parte del vicinato di casa, influenzino specifici comportamenti dei ragazzi, sebbene questa influenza possa essere temporanea e confinata alla tarda infanzia o prima adolescenza.

Questo testimonia, infine, quanta importanza i genitori abbiano, non tanto nella scelta della scuola quanto nella selezione della comunità e del vicinato in cui si troveranno a vivere.

logo

Chi siamo Dove siamoContattaci

 

Bibliografia

It does take a village: Nonfamilial Environments and Children’s Behavior, Psychological Science, 2003, 273-277

 

 




© 2019 Mentecomportamento. All rights reserved.



© 2019 Mentecomportamento. All rights reserved.